Valeriana. Interazioni con farmaci

La valeriana (Valeriana officinalis) viene comunemente utilizzata per il trattamento dell’insonnia e come spasmolitico a livello gastrointestinale. Applicazioni di minore importanza comprendono il trattamento dei crampi muscolari e uterini, della cefalea e l’utilizzo come carminativo a livello gastrointestinale. L’effetto sedativo è dovuto ai valepotriati, principi attivi presenti nell’olio essenziale, che inducono un rilascio dose dipendente del GABA ed un’inibizione dell’enzima che metabolizza tale neurotrasmettitore (1-3).

Da studi in vitro, sembra che la valeriana abbia la capacità di inibire il l’isoforma CYP3A4 del citocromo P450, in maniera variabile da lieve a moderata (35-88%). Non è comunque noto se questo si verifichi anche in vivo(4).
L’uso concomitante della valeriana e di agenti epatotossici può determinare un incremento del rischio di epatotossicità. L’effetto si presenta anche quando viene associata ad altre erbe dotate di potenziale epatotossico (5). In letteratura sono riportati quattro casi di epatotossicità in altrettanti pazienti che avevano assunto la valeriana insieme alla scutellaria (Scutellaria baicalensis). Al momento dell’insorgenza dei sintomi, la durata della terapia con le due erbe variava da tre giorni a due mesi. Tre pazienti avevano urine scure e feci acoliche, e tutti e quattro i pazienti presentavano ittero. Dopo la sospensione delle due erbe, i valori ritornarono nella norma in tutti e quattro i pazienti nel giro di due anni (6).
Numerose altre erbe medicinali non dovrebbero essere assunte insieme alla valeriana per lo stesso motivo (tra cui Larrea tridentata, Symphytum x uplandicum, Tussilago fanfara, Teucrium chamaedrys, jin bu huan, Piper methysticum, Mentha pulegium, Hedeoma pulegoides, Petasites japonicus) (5).
Nel caso di assunzione contemporanea di valeriana e di agenti epatotossici, si raccomanda quindi di monitorare i possibili segni o sintomi di epatotossicità.
La somministrazione concomitante di valeriana e di benzodiazepine o barbiturici può determinare un incremento della depressione del SNC o la riduzione dell’efficacia di tali farmaci. Gli estratti di valeriana infatti sono dotati di affinità per i recettori centrali e periferici delle benzodiazepine e dei barbiturici oltre che dei recettori GABA-A (7). In altri casi, la valeriana ha dimostrato di poter sostituirsi alle benzodiazepine spiazzandole dal loro legame recettoriale, ed in tal modo riducendone l’effetto (8). Nei topi, l’uso di valeriana incrementa il sonno indotto dal pentobarbital e l’anestesia indotta dal tiopental (9-11).
L’assunzione contemporanea di valeriana e analgesici oppioidi può aumentare il loro effetto sedativo. Tale effetto, osservato finora a livello sperimentale, potrebbe causare anche depressione respiratoria. Si sconsiglia pertanto tale associazione (12).
Associando valeriana ad etanolo, può verificarsi un rapido incremento della sedazione, di moderata entità. Un case report riporta un’interazione tra valeriana, ginkgo ed etanolo (13).
I pazienti che assumono farmaci quali antidepressivi triciclici, litio, inibitori delle MAO, rilassanti muscolo scheletrici, SSRI (per es. duloxetina o venlafaxina) dovrebbero consultare il proprio medico di famiglia prima di assumere valeriana (14).
Anche se non dimostrato con certezza, la valeriana associata alla loperamide può causare delirio con confusione, agitazione e disorientamento. In letteratura è riportato il caso di delirio in un paziente che assumeva contemporaneamente valeriana, iperico e loperamide (15). Sebbene non sia noto se e quali dei tre farmaci abbiano interagito, gli autori del case report consigliano prudenza nel prescrivere insieme valeriana e loperamide.

a cura di Alessandro Oteri e Francesco Salvo, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina

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FONTE

Autore dell'articolo: Staff Redazione

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