Trifoglio. Interazioni farmacologiche.

Il trifoglio (Trifolium pratense) è stato utilizzato nella medicina tradizionale per il trattamento di patologie cutanee croniche, della menopausa, della tosse e di altri disturbi respiratori (1-3). I suoi estratti contengono svariati composti volatili quali alcol benzilico, salicilato di metile ed antranilato di metile; isoflavoni; glucosidi cianogenici e cumarine, ai quali è possibile attribuire alcuni degli effetti sopra citati (1-3).
Per la presenza di composti cumarinici, il trifoglio può aumentare il rischio emorragico dei FANS e del warfarin (4).

Inoltre, studi in vitro hanno dimostrato che gli estratti della pianta possono alterare il metabolismo o l’efficacia dei farmaci metabolizzati dal CYP3A4 (5).

a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina

Bibliografia

Skidmore-Rose L. Mosby’s handbook of herbs and natural supplements. St Louis, MO: Mosby Inc, 2001.
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Abebe W. Herbal medication: potential for adverse interactions with analgesic drugs. J Clin Pharm Ther 2002; 27: 391-401.
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Autore dell'articolo: Staff Redazione

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