Le piramidi alimentari vegetariane

Le piramidi alimentari sono rappresentazioni grafiche di guide nutrizionali, a forma triangolare o piramidale, divise in sezioni che mostrano il consumo raccomandato per ogni gruppo alimentare. Le piramidi alimentari vegetariane sono relativamente nuove e ne esistono diversi modelli proposti nelle diverse parti del mondo, in particolare in Nord America, Sud America, Europa e Asia. Le più importanti sono basate sulle linee guida per vegetariani prodotte dall’USDA, dalla Mayo Clinic, dall’Academy of Nutrition and Dietetics o dalla Loma Linda University.
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Dieta: Metodo alimentare Zona

Il metodo alimentare Zona (in inglese Zone Diet) è una dieta ideata negli Stati Uniti dal biochimico Barry Sears. Consiste in un metodo per mantenere la produzione di insulina in una “zona” né troppo alta né troppo bassa ed è basata sui concetti di “equilibrio” e “moderazione” degli alimenti, assunti secondo una distribuzione di macronutrienti basati sulla formula 40-30-30 (40% carboidrati, 30% proteine, 30% grassi) nonché su una adeguata attività fisica e sul controllo quotidiano dello stress. Leggi di più a proposito di Dieta: Metodo alimentare Zona

L’EFSA esamina la sicurezza dei glutammati aggiunti al cibo

L’EFSA ha stabilito un livello di assunzione sicuro per l’acido glutammico e i glutammati utilizzati come additivi alimentari dopo la rivalutazione della loro sicurezza. L’Autorità ha inoltre concluso che l’esposizione dietetica stimata all’acido glutammico e ai glutammati può superare non solo il livello di sicurezza, ma anche le dosi associate agli effetti avversi nell’uomo per alcuni gruppi di popolazione. Su questa base, gli esperti dell’EFSA raccomandano di rivedere i livelli massimi consentiti per questi additivi alimentari. Leggi di più a proposito di L’EFSA esamina la sicurezza dei glutammati aggiunti al cibo

Le proteine: Storia ed etimologia

Le proteine sono state riconosciute come una classe distinta di molecole biologiche a partire dal XVIII secolo grazie agli studi condotti da Antoine Fourcroy ed altri, sulla base della capacità di tali sostanze di coagulare o flocculare sotto un trattamento con il calore o con l’acido. In tale epoca, alcuni celebri esempi comprendevano l’albume, l’albumina del sangue, la fibrina e il glutine del frumento. Leggi di più a proposito di Le proteine: Storia ed etimologia

I Glucidi, ovvero i carboidrati

I glucidi, definiti anche carboidrati, hanno numerose funzioni biologiche, tra cui quella di fonte energetica e trasporto dell’energia (esempio: amido, glicogeno) e sono anche noti come componenti strutturali della cellulosa nelle piante e della cartilagine negli animali. Inoltre giocano un ruolo fondamentale nel sistema immunitario, nella fertilità e nello sviluppo biologico. Leggi di più a proposito di I Glucidi, ovvero i carboidrati

Qual è dunque il modo corretto di consumare la frutta?

La prima regola è di non mangiarla mai a fine pasto, ma sempre a stomaco vuoto. Se voi imparerete a mangiare tanta frutta, e a farlo nel modo corretto, essa giocherà un ruolo basilare nella detossificazione del vostro sistema corporale, e metterà a vostra disposizione una enorme quantità di energia utile a farvi perdere eventuale sovrappeso e a condurre al meglio tutte le altre migliorie corporali.  Leggi di più a proposito di Qual è dunque il modo corretto di consumare la frutta?

Quali sono i carboidrati per recuperare il glicogeno

Ci sono state alcune polemiche su quale tipo di carboidrati risulti migliore per il recupero di glicogeno dopo l’esercizio. Spesso viene indicato che gli zuccheri semplici come il glucosio/destrosio siano la fonte migliore dopo l’esercizio, perché il loro alto indice glicemico e l’assunzione in soluzione liquida può permettere un’assimilazione molto più rapida rispetto ad un cibo solido o a carboidrati a indice glicemico inferiore. Leggi di più a proposito di Quali sono i carboidrati per recuperare il glicogeno

Zuccheri aggiunti agli alimenti? EFSA inizia studio su effetti negativi

L’EFSA fornirà consulenza scientifica sul consumo quotidiano di zuccheri aggiunti agli alimenti entro l’inizio del 2020. L’Autorità intende stabilire un valore-limite su base scientifica per l’esposizione quotidiana agli zuccheri aggiunti di qualsiasi provenienza, che non sia associato a effetti negativi sulla salute. Lo studio verrà eseguito in esito a una richiesta avanzata da Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. Gli zuccheri aggiunti, di qualsiasi provenienza, comprendono saccarosio, fruttosio, glucosio, idrolizzati di amido come sciroppo di glucosio, sciroppo ad alto contenuto di fruttosio, e altre preparazioni zuccherine consumate da sole o aggiunte nel corso della preparazione e produzione degli alimenti. Leggi di più a proposito di Zuccheri aggiunti agli alimenti? EFSA inizia studio su effetti negativi