Fruttarismo: Aspetti nutrizionistici e rischi di deficit

Nel 1971 B.J. Meyer condusse due studi sul fruttarismo. Il primo studio aveva ad oggetto un insegnante di 45 anni che affermava di aver mangiato solo frutta nei 12 anni precedenti, il soggetto venne trovato in un “eccellente stato di salute”. Un secondo studio a breve-termine venne pubblicato sul South Africa Medical Journal descrivendo come miglioravano i profili lipidici e le tolleranze al glucosio con una particolare dieta fruttariana. Uno studio del 2010 presentava invece il fruttarismo come un disturbo dell’alimentazione che causò nel paziente anche una chetoacidosi. Leggi di più a proposito di Fruttarismo: Aspetti nutrizionistici e rischi di deficit

Fruttarismo e Melarismo

Il melarismo è una variante del fruttarismo basata sul consumo di sole mele, escludendo invece qualunque altro tipo di frutta. Su questa forma di alimentazione la comunità fruttariana è divisa.[senza fonte] C’è chi la ritiene il traguardo di un percorso fruttariano completo, basandosi sull’ipotesi, non supportata scientificamente, che la mela sia l’alimento specie-specifico dell’uomo e che quindi questa alimentazione sia valida a sostenere la vita e la salute umana. Leggi di più a proposito di Fruttarismo e Melarismo

Fruttarismo su base etica

I fruttariani hanno un approccio di tipo antispecista e non vogliono arrecare danno né agli animali, né alle piante. Le diete fruttariane quindi escludono gli alimenti di origine animale alla pari di quelle vegane. In più escludono le parti vitali delle piante come radici (es. patata), fusti (es. sedano), foglie (es. lattuga), fiori (es. carciofo), e semi. In quanto semi sono vietati i cereali (es. grano), i legumi (es. fagiolo) e le noci (es. mandorlo). Leggi di più a proposito di Fruttarismo su base etica