Parere scientifico UE: Resistenza antimicrobica e consumo di antimicrobici: Valutare progressi riduzione

Una serie di indicatori aiuterà gli Stati membri dell’Unione europea (UE) a valutare i loro progressi nella riduzione dell’uso di antimicrobici e nella lotta alla resistenza antimicrobica. Questi indicatori sono stati stabiliti dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dall’Agenzia europea per i medicinali e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, su richiesta della Commissione europea. Leggi di più a proposito di Parere scientifico UE: Resistenza antimicrobica e consumo di antimicrobici: Valutare progressi riduzione

Rimedi naturali contro le patologie invernali

Acerola Pianta originaria del Sud America. Il frutto maturo è di colore rosso intenso, ma viene raccolto ancora verde perché con la maturazione il suo contenuto di vitamina C tende a decrescere. Dai frutti si ricavano un succo e un estratto ricchissimi di vitamina C, ma anche di vitamine del gruppo B e di sali minerali. L’Acerola è indicata nella prevenzione delle malattie da raffreddamento e delle sindromi influenzali. Ricordiamo che nell’adulto il fabbisogno giornaliero di vitamina C è di 60-70 mg; aumenta in gravidanza e allattamento, e nei fumatori. Leggi di più a proposito di Rimedi naturali contro le patologie invernali

Fruttarismo: Aspetti nutrizionistici e rischi di deficit

Nel 1971 B.J. Meyer condusse due studi sul fruttarismo. Il primo studio aveva ad oggetto un insegnante di 45 anni che affermava di aver mangiato solo frutta nei 12 anni precedenti, il soggetto venne trovato in un “eccellente stato di salute”. Un secondo studio a breve-termine venne pubblicato sul South Africa Medical Journal descrivendo come miglioravano i profili lipidici e le tolleranze al glucosio con una particolare dieta fruttariana. Uno studio del 2010 presentava invece il fruttarismo come un disturbo dell’alimentazione che causò nel paziente anche una chetoacidosi. Leggi di più a proposito di Fruttarismo: Aspetti nutrizionistici e rischi di deficit