Tabacco. Interazioni farmacologiche

Il tabacco è costituito dalle foglie essiccate e fermentate di Nicotiana tabacum che vengono utilizzate a scopo voluttuario principalmente attraverso il fumo (1). Responsabile degli effetti farmacologici del tabacco è la nicotina, un alcaloide liquido a nucleo piridinico che agisce da agonista a livello dei recettori nicotinici per l’acetilcolina. La sostanza, secondo la dose, esercita a livello nervoso un effetto bifasico: a basse dosi (per esempio col fumo di sigarette) è un potente stimolante centrale capace di indurre un maggiore stato di vigilanza, miglioramento dell’attenzione e dell’apprendimento, mentre a dosi elevate esercita effetti inibitori che si manifestano con paralisi respiratoria centrale ed ipotensione.

A livello periferico la nicotina, interagendo col Sistema Nervoso Autonomo, causa tachicardia, ipertensione, aumento della peristalsi e delle secrezioni (2,3).
Il fumo di tabacco sembra essere responsabile dell’induzione enzimatica che coinvolge numerose isoforme del citocromo P450 (CYP). In particolare, pare che gli idrocarburi policiclici aromatici possano indurre gli enzimi CYP1A1 e CYP1A2, mentre la nicotina sembra agire principalmente (a livello cerebrale) sulle isoforme CYP2E1, CYP2A1/2A2 e CYP2B1/2B2. Questi effetti, dimostrati finora sugli animali da esperimento, nell’uomo non sono stati ancora ben chiariti. Si ritiene comunque che il fumo di sigarette possa modificare il metabolismo di numerosi farmaci quali:

Teofillina
Caffeina
Tacrina
Imipramina
Clozapina
Aloperidolo
Pentazocina
Propranololo
Flecainide
Estradiolo

Inoltre, il fumo di tabacco può aumentare la clearance dell’eparina potenziandone il legame all’antitrombina III.

La nicotina può anche causare vasocostrizione e può ridurre l’assorbimento dell’insulina somministrata per via sottocutanea.

Sono state descritte anche delle interazioni farmacodinamiche. In particolare, il fumo di tabacco sembra ridurre l’efficacia antipertensiva dei beta-bloccanti, l’effetto sedativo delle benzodiazepine e l’analgesia indotta da alcuni farmaci oppioidi. Alla base di questi effetti sembra esserci l’azione stimolante indotta della nicotina (4).

Infine, un recente studio ha mostrato che gli inibitori dell’isoforma CYP2A6 del citocromo P450 possono svolgere un ruolo importante nei soggetti che desiderano smettere di fumare, in quanto inibiscono il metabolismo di primo passaggio della nicotina, aumentandone i livelli plasmatici (5).

a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina

Bibliografia.

Samuelsson G. Farmacognosia. Farmaci di origine naturale. Ed. EMSI.
AMA Department of DrugsAMA Department of Drugs: Drug Evaluations Subscription, American Medical Association, Chicago, IL, 1991.
Gilman AG, Rall TW, Nies AS, et alGilman AG, Rall TW, Nies AS, et al (Eds): Goodman and Gilman’s The Pharmacological Basis of Therapeutics, 8th. Pergamon Press, New York, NY, 1990.
Zevin S, Benowitz NL. Drug interactions with tobacco smoking. An update. Clin Pharmacokinet 1999; 36: 425-438.
Sellers EM, et al. Inhibition of cytochrome P450 2A6 increases nicotine’s oral bioavailability and decreases smoking. Clin Pharmacol Ther 2000; 68: 35-43.

Autore dell'articolo: Staff Redazione

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