[Sport] Consumo di ossigeno in eccesso post-allenamento

Al termine dell’esercizio fisico, l’attività metabolica e il dispendio calorico non ritornano ai livelli di riposo, ma rimangono più elevati per un tempo relativamente lungo in base all’intensità e alla durata dell’attività, un concetto noto come Post Exercise Energy Consumption (EPOC). Il corpo continua a richiedere ossigeno ad un tasso superiore rispetto ai valori basali. Originariamente indicato con il nome di debito di ossigeno, questo stato post-esercizio era stato ipotizzato da AV Hill e H. Lupton già nel 1922.

Hill e Lupton teorizzarono che il corpo ha la necessità di sostituire l’ossigeno utilizzato dai muscoli in attività durante l’esercizio sia leggero che intenso.

Più recentemente, precisamente dal 1984, i ricercatori hanno iniziato ad usare il termine EPOC per riconoscere i diversi eventi che si verificano per riportare il corpo all’omeostasi. L’incremento del EPOC è proporzionale all’intensità e la durata (o volume) dell’attività fisica, e i suoi valori appaiono spiccati dopo esercizio ad alta intensità, ma non dopo esercizio fisico di blanda intensità. Molti studi concludono però che l’intensità abbia un impatto notevolmente maggiore sul EPOC rispetto alla durata.

Gli studi hanno riscontrato che la portata (l’elevazione del consumo di ossigeno) e la durata (il tempo in cui il consumo di ossigeno rimane elevato) del EPOC dipendono dall’intensità e dalla durata dell’esercizio. Di solito, occorrono al corpo tempi largamente variabili che vanno da 15 minuti a 48 ore, per recuperare completamente i valori allo stato di riposo. Altri fattori che influenzano l’EPOC includono lo stato dell’allenamento e il sesso. Va rilevato che molte differenze metodologiche (ad esempio l’esecuzione di esercizi da seduto o da posizione supina, o le tecniche/criteri utilizzati per ottenere questi valori) nei vari studi contribuiscono a delineare delle ampie variazioni nella durata temporale del EPOC.

EPOC, acronimo di Excess Postexercise Oxygen Consumption (volgarmente detto “afterburn”), traducibile in italiano come Consumo di ossigeno in eccesso post-allenamento, è l’indice di misurazione dell’aumento del consumo di ossigeno a seguito della intensa attività, destinato a soddisfare il “debito di ossigeno” del corpo. Talvolta alcune ricerche denominano questo evento come Excess post-exercise energy expenditure (EPEE), cioè dispendio energetico in eccesso post-allenamento, riferendosi nello specifico al consumo energetico piuttosto che a quello di ossigeno.

Infatti questo parametro viene usato per determinare la spesa energetica e l’innalzamento del metabolismo basale (RMR, Resting Metabolic Rate) in seguito all’attività. Nel contesto storico era stato precedentemente diffuso il termine “debito di ossigeno” per tentare di quantificare la spesa di energia anaerobica, in particolare per quanto riguarda il metabolismo dell’acido lattico/lattato, ancora oggi ampiamente utilizzato.

Esperimenti calorimetrici diretti e indiretti hanno però definitivamente smentito tutte le associazioni tra metabolismo e lattato come causale di un elevato consumo di ossigeno, così nel 1984 Gaesser e Brooks pubblicarono una review in cui veniva introdotto questo nuovo concetto, il quale inizio’ sempre più a sostituire la vecchia definizione di debito di ossigeno.

L’EPOC rappresenta in altri termini l’incremento del metabolismo totale e del dispendio energetico per diverse ore a seguito dell’allenamento fisico, ed è collegato alla termogenesi da attività fisica (EAT), che invece stima il dispendio energetico durante l’attività.

Fonte

Autore dell'articolo: Federico Mattaliano

Giornalista reporter freelance - direttore di varie testate

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