Semivegetarianismo

Il semivegetarianismo denota un insieme di pratiche alimentari aventi in comune la libertà di consumare ogni tipo di prodotti di origine animale, compresi quelli carnei, ma che contemplano limitazioni, più o meno severe, sulla quantità e/o sulla frequenza della loro assunzione. Sono decise sulla base di motivazioni salutistiche, etiche ed ecologiche. Il termine semivegetarianismo, da cui deriva “semivegetarianism” usato nella lingua inglese e quindi in ambito internazionale, è un neologismo formato dalla radice “semi” della parola latina “semis”, che significa “metà di un tutto”, unita alla parola vegetarianismo della lingua italiana o di un’altra lingua romanza come la lingua spagnola o la lingua portoghese.

Questa parola è nata in risposta al crescente numero di persone che, limitando il consumo di carne nella propria dieta senza però arrivare mai ad escluderla completamente, non ha trovato una collocazione appropriata nel vegetarianismo e nel veganismo.

Alcuni autori definiscono come semivegetariani coloro che assumono occasionalmente carne e/o altri cibi animali ma che principalmente seguono una dieta vegetariana. Nelle diete semivegetariane quindi non viene rifiutato completamente il consumo delle carni, come invece avviene in una dieta vegetariana, tuttavia alcuni soggetti che seguono un regime semivegetariano si autodefiniscono vegetariani pur non essendo tali.

Dal momento che il vegetarianismo è caratterizzato proprio dalla esclusione di alimenti nella dieta la cui produzione abbia avuto come conseguenza la morte di esseri viventi appartenenti al regno animale, nessuna organizzazione vegetariana riconosce il semivegetarianismo come una categoria del vegetarianismo.

I singoli vegetariani invece si dividono tra coloro del tutto-o-niente che rifiutano di validare in alcun modo il semivegetarianismo e chi invece, in maniera pragmatica, lo ritiene una soluzione di compromesso accettabile per ottenere una quota più ampia di popolazione che, agendo sugli stessi argomenti del vegetarianismo, abbia come conseguenza il portare ad una maggiore riduzione complessiva della sofferenza degli animali e della devastazione ambientale.

Solitamente chi segue un regime semivegetariano può essere motivato in questa scelta da ragioni ambientaliste al fine di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale provocato dall’industria dei cibi animali, oppure perché ritiene che un consumo ridotto degli alimenti animali a favore di un maggiore consumo degli alimenti vegetali possa giovare alla propria salute diminuendo il rischio di malattie cardiache, del diabete e dell’ictus[8] o, infine, per un desiderio di benessere degli animali e la conseguente critica agli allevamenti intensivi. I motivi per cui, nonostante queste ragioni, gli alimenti di origine animale non vengono eliminati del tutto, includono difficoltà pratiche nonché il timore di andare incontro ad una carenza di amminoacidi, della vitamina B12, di sali minerali e di altri nutrienti essenziali. Quindi il mantenimento di una quota di alimenti di origine animale avviene per la consapevolezza che creare una dieta equilibrata è generalmente più facile quando si mangia carne e/o pesce.

In particolare una condotta alimentare semivegetariana può ottenersi dall’associazione, in alternanza, di una dieta onnivora con una vegetariana. È il caso delle persone tendenzialmente onnivore che, per essere in linea con i propri principi etici ecologici e salutistici, conducono una dieta vegetariana in città e si alimentano da onnivori quando, recandosi in piccole fattorie agrituristiche, sono certi di consumare solo uova latte e carne di allevamenti non intensivi.

La situazione diametralmente opposta è quella delle persone orientate al vegetarianismo che per far fronte alle situazioni sociali occasionali e speciali, come cenare al ristorante con la famiglia o con gli amici oppure in casa durante le festività, in cui non sia possibile in alcun modo alimentarsi da vegetariani, derogano al consumo di carne ed altri alimenti di provenienza animale.

In generale può essere considerata semivegetariana ogni alimentazione ottenuta dall’alternanza di diete diverse, variate in funzione di tempi luoghi e circostanze, purché tra di esse vi sia anche la dieta onnivora. In molti casi, infine, un regime semivegetariano viene adottato temporaneamente come passaggio graduale ad una dieta vegetariana vera e propria.

Fonte: Wikipedia

Autore dell'articolo: Federico Mattaliano

Giornalista reporter freelance - direttore di varie testate

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