“Semi di Chia: il nuovo supercibo”

Importati in Europa già dalla scoperta dell’America, non hanno mai preso realmente campo nell’alimentazione europea fino ad un decennio fa, quando dal 2009 è stata autorizzata la loro messa in commercio come alimento. Derivano dalla “Salvia hispanica”, specie vegetale autoctona del centro e sud America, rappresentavano uno degli alimenti principali della dieta azteca. Sono particolarmente ricchi di grassi “buoni” come omega 3 (20g/100g)), omega 6 e calcio (177 mg/100 g di prodotto, ovvero circa il 20% del fabbisogno giornaliero). Queste caratteristiche, nonché il fatto che la parola chia in azteco significhi “forza”, gli hanno permesso di fregiarsi del nome di superfood.

Questi semi sono in grado di assorbire una grande quantità di acqua e per questo vengono spesso consumati per aumentare il senso di sazietà in chi magari sta seguendo una dieta ipocalorica o mescolati ad altre farine, per ridurre il consumo di quest’ultime.

Questo superfood si è anche dimostrato un buon alleato per coloro che soffrono di pressione alta, ma attenzione: proprio per i suoi effetti “strong” se ne viene fatto un consumo eccessivo (più di 15-20 g al giorno) si potrebbero verificare casi di ipotensione, ma anche di eccessivo rigonfiamento intestinale e crampi.

Da sottolineare il loro effetto a livello circolatorio. E’ stato visto come siano in grado di andare a interferire con la corretta coagulazione del sangue, viene perciò sconsigliato il loro consumo da parte di coloro che seguono una terapia con farmaci anti-coagulanti.

Per coloro che svolgono uno sport che prevede sforzi a lunga durata, come ad esempio corsa o ciclismo, la composizione nutrizionale naturalmente presente in questi semi garantisce un’alta quantità di energia, nonché di micronutrienti in poco tempo. La loro potenza consiste nella facilità nel consumo, masticare qualche seme durante lo sforzo permette di ottenere una “spinta” energetica in poco tempo, così come lo permetterebbe masticare un cubetto di cioccolato extra-fondente.

Da sottolineare l’assenza di glutine e di colesterolo all’interno dei semi, oltre a le già citate caratteristiche.

 

Dott.ssa Carolina Margheri – Biologa Nutrizionista e Farmacista

 

Fonti:

– Brent Agin e Shereen Jegtvig: Superfoods for Dummies

http://www.informasalus.it/it/articoli/semi-di-chia.php

https://www.bulkpowders.it/the-core-it/semi-di-chia-benefici/

Autore dell'articolo: Carolina Margheri

Biologa Nutrizionista Farmacista - Master di 2° livello in 'Nutrizione e Dietetica'. Per contattare la Dr.ssa, inviare una mail a: redazione@nutrizionesalute.info

Lascia un commento