Processionaria del Pino, cosa fare ?

La processionaria del pino, Thaumatopoea pityocampa, è un lepidottero che attacca tutte le aghifoglie (soprattutto pini e cedri) causando danni irreparabili e nei casi peggiori la morte della pianta. Attacca diverse specie di pino, con predilezione per il Pino nero e il Pino silvestre. La processionaria del pino va distrutta nei mesi invernali. È in questo periodo infatti che l’insetto si ripara nel nido che si è costruito, un grosso bozzolo biancastro facilmente visibile anche a distanza, diventando più vulnerabile.

Il sistema più sicuro per sbarazzarsene è tagliare di netto il ramo su cui si trova il nido segandolo una trentina di centimetri sotto la parte inferiore del bozzolo (quanto serve per disfarsi di tutte le possibili propaggini). Poi, agendo con cautela, si distrugge con il fuoco.

Il nido della processionaria del pino si trova tra i rami delle conifere (ma può colpire anche castagni, faggi, carpini, betulle e noccioli) di solito in punta, ed è popolato in gran numero dalle larve che lo costruiscono: bruchi pelosi lunghi 3-4 centimetri di coloro bruno rossiccio.

La processionaria del pino è dannosa anche per l’uomo. Al contatto i peli della processionaria entrano nella cute e causano un eritema papuloso (simile a quello causato dalle “gatte pelose” un altro componente della famiglia dei lepidotteri) che generalmente sparisce in qualche giorno. Molto pericoloso è invece il contatto con gli occhi, il naso, la bocca o peggio le vie respiratorie e digestive. In questi casi è necessario un intervento medico urgente.

Il servizio forestale regionale esegue di consueto campagne specifiche di contrasto con sostanza insetticide (tipo diflubenzoron) e di lotta biologica e biotecnologica.

La lotta biologica alla processionaria del pino si basa sull’impiego del bacillus thuringiensis della varietà kustaki, ma non è facile da praticare.

Quella biotecnologica prevede l’utilizzo di trappole a feromoni da posizionare tra giugno e luglio nel periodo dello sfarfallamento. Uno dei pochi nemici naturali della Thaumatopoea pityocampa è la formica rufa, che in alcuni esperimenti ha dato risultati interessanti.

Il trattamento con i feromoni è una soluzione al 100% ecologica per eliminare questo insetto dannoso.

Altrimenti c’è quella di asportazione e incendio dei nidi, ma è molto pericolosa e va svolta con precauzioni specifiche, coprendo tutto il corpo con indumenti tali da non far penetrare i peli urticanti.

Quando la processionaria raggiunge l’età adulta diventa totalmente innocua, trasformandosi in una farfalla notturna con ali di color giallo avorio o bianco sporco. Tale farfalla è innocua per le piante. Tuttavia, come le falene comuni, se minacciata può rilasciare un liquido irritante per l’uomo, ma non pericoloso quanto le setole delle larve.

In Italia dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria nelle aree ritenute a rischio infestazione.

Il Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007 disciplina la lotta obbligatoria al fitofago nocivo, attribuendo competenze di intervento al Servizio fitosanitario solo nei casi in cui la presenza dell’insetto dovesse minacciare la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo. La normativa disgiunge quindi l’aspetto fitosanitario da quello invece legato alla prevenzione dei rischi sanitari per la salute delle persone o degli animali. In questi casi le competenze sono attribuite alle autorità sanitarie locali competenti per territorio, i sindaci dei comuni. Nel caso di infestazioni di alberature cittadine, in parchi e giardini pubblici e privati è compito delle amministrazioni comunali di garantire interventi di profilassi secondo le modalità stabilite dal Servizio fitosanitario competente per territorio.

A partire da marzo, in primavera e in estate, comincia il periodo di rischio per la processionaria. Durante la bella stagione gli incontri con la processionaria vicino ai pini o nei pressi dei cedri potrebbero essere più frequenti. In questa stagione dunque, per quanto possibile, è consigliabile stare alla larga da pini e querce durante le passeggiate, tenendo a mente che la processionaria colpisce soprattutto alberi giovani.

Varie fonti

http://www.agricoltura.regione.lazio.it/binary/prtl_sfr/tbl_misure/DM_30_10_2007_Processionaria.pdf

http://www.agricoltura.regione.lazio.it/binary/prtl_sfr/tbl_misure/Processionaria_Pino_Scheda.pdf

https://www.greenme.it

http://www.lifegate.it

https://www.ideegreen.it

http://www.zr-giardinaggio.it

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Autore dell'articolo: Cristina Vallesi

Giornalista reporter freelance

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