Pesce crudo. Aumentano le persone intossicate

Un tempo si diceva, “Carne cruda e pesce cotto”. Oggi la moda di mangiare il pesce crudo sta aumentando e, con esso, gli episodi di intossicazioni alimentari. Dal primo gennaio 2015 al 30 giugno 2016, solo nell’area della Asl Toscana Centro (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli), ben 287 persone sono state contaminate da problemi di alimentazione. 91 sono casi isolati mentre gli altri 206 sono dal pronto soccorso.

I microrganismi responsabili possono nascondersi nel pesce crudo o poco cotto, così come nei molluschi, causando malesseri anche gravi, malattie gastroenteriche da virus come l’epatite A o da batteri come la salmonellosi e i vibrioni.

In Toscana sono in aumento i casi di intossicazione da istamina.

Abbiamo anche il microrganismo Anisakis, un vermicello visibile ad occhio nudo di colore bianco rosato che spesso si annida nei muscoli e nell’addome di acciughe, sardine, sgombri, rana pescatrice, branzino, nasello, tonno.

Nell’uomo attacca stomaco o intestino provocando dolori addominali, diarrea, vomito, nausea o allergie, fino addirittura alla perforazione intestinale.

Si elimina con la cottura per almeno dieci minuti o il congelamento a meno 20 gradi per almeno 24 ore.

Autore dell'articolo: Staff Redazione

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