La vitamina D

La vitamina D comprende almeno tre strutture chimiche. Il calciferolo, l’ergocalciferolo, o vitamina D2, e il colecalciferolo, o vitamina D3. Il colecalciferolo viene sintetizzato nell’epidermide a partire dal colesterolo e dipende dalla presenza della luce solare. L’ergocalciferolo è contenuto negli alimenti di origine vegetale e non può essere sintetizzato dal nostro organismo. La vitamina D si presenta come polvere bianco-giallastra solubile in etere e cloroformio e del tutto insolubile in acqua. È sensibile alla luce, al calore, all’ossigeno e agli acidi. L’assorbimento avviene principalmente attraverso la parete intestinale e i siti di deposito nell’organismo sono i muscoli e il tessuto adiposo.

Funzione principale della vitamina D è la regolazione del metabolismo fosfo-calcico. A livello intestinale stimola l’assorbimento di calcio e fosforo. A livello osseo stimola l’attività degli osteoclasti, le cellule deputate al riassorbimento e al modellamento della matrice ossea. Sembra agisca anche sugli osteoblasti, le cellule che producono il tessuto osseo.

La vitamina D aumenta anche la calcemia. Ricordiamo che altri due ormoni regolano la calcemia nell’organismo. Il paratormone, o PTH secreto dalle paratiroidi, ipercalcemizzante, e la calcitonina, secreta dalla tiroide, ipocalcemizzante.

Gli alimenti contengono poca vitamina D, ma quelli più ricchi sono l’olio di fegato di merluzzo, il tuorlo d’uovo, i pesci grassi, tonno e sardine.

Assorbire giuste quantità di vitamina D significa rivolgersi al mondo degli alimenti di origine animale. Le fonti che ne sono più ricche sono:

Pesce: principalmente il salmone, lo sgombro, la sogliola, la trota, il pesce spada, lo storione, il tonno e le sardine.

Carne: pollo, tacchino e anatra. Particolar mente ricchi di vitamina D i grassi animali e il fegato.

Verdure: tutte quelle a foglia verde

Anche il burro, il latte e le uova ne sono particolarmente ricchi, quindi non sono prodotti da escludere quando si ha una carenza alimentare di vitamina D.

La tabella che segue raccoglie alcuni degli alimenti più ricchi di vitamina D per gli onnivori.

Alimento:

µg di Vitamina D/100gr:

Olio di fegato di merluzzo 250 µg

Grifola frondosa 28,1 µg

Carpa 24,7 µg

Salmone affumicato 17,1 µg

Sgombro 16,1 µg

Salmone in scatola 14,1 µg

Pesce spada 13,9 µg

Salmone rosa 10,8 µg

Tonno sott’olio 6,7 µg

Branzino o spigola 5,6 µg

Tuorlo 5,4 µg

Gallinacci o finferli 5,3 µg

Spugnola o morchella 5,15 µg

Sardine sott’olio 4,8 µg

Tonno al naturale 4,5 µg

Trota 3,9 µg

Sogliola e platessa 2,8 µg

Costine di maiale 2,3 µg

Uovo 2 µg

Acciughe sott’olio 1,7 µg

Burro 1,5 µg

Il fabbisogno giornaliero varia molto a secondo dell’età e delle condizioni di vita. Oggi il supplemento di vitamina D è necessario nei bambini anche molto piccoli, nelle persone sopra i 55 anni di età, in gravidanza, in allattamento. La formulazione più comune è quella liquida. Può essere somministrata a cadenza giornaliera, settimanale, mensile, semestrale. Necessaria la prescrizione medica.

La sintesi cutanea soddisfa circa il 50% del fabbisogno di vitamina D.

I nutrizionisti dicono che i bambini fino ai sei anni, dovrebbero assumere 10 microgrammi. Gli adulti e gli adolescenti, fino a 2,5 microgrammi al giorno.

La carenza di vitamina D provoca il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia carenziale negli adulti, all’ossigeno e agli acidi.

L’assorbimento avviene principalmente attraverso la parete intestinale e i siti di deposito nell’organismo sono i muscoli e il tessuto adiposo.

Funzione principale della vitamina D è la regolazione del metabolismo fosfo-calcico. A livello intestinale stimola l’assorbimento di calcio e fosforo. A livello osseo stimola l’attività degli osteoclasti, le cellule deputate al riassorbimento e al modellamento della matrice ossea. Sembra agisca anche sugli osteoblasti, le cellule che producono il tessuto osseo.

La vitamina D è in grado di prevenire l’insorgenza di alcune malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide. Uno studio pubblicato nel 2008 ha verificato che la carenza di vitamina D è molto frequente nei soggetti affetti da artrite reumatoide e sembra anche essere correlata alla gravità del disturbo. Bassi livelli di vitamina D sono stati riscontrati anche nei soggetti affetti da sclerosi multipla e la sua integrazione potrebbe ridurre sia la gravità che la progressione della malattia

I vegetariani possono continuare ad assorbire la vitamina D da latte e uova, visto che consumano i derivati animali. Anche se comunque è molto importante farsi seguire da un nutrizionista.

I vegani , se hanno una equilibrata alimentazione, non sono soggetti a carenze di vitamine, salvo la B12. Altrimenti devono rivolgersi ad un nutrizionista e farsi dare le dosi esatte da assumere delle vitamine di cui sono carenti.

Autore dell'articolo: Duccio Magnelli

Farmacista, Autore di libri, musicista, giornalista

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