La omocisteina, un aminoacido che contiene zolfo

L’omocisteina può essere associata a un incrementato livello di malattie cardiovascolari ma, contrariamente al colesterolo, anche all’incremento congiunto del rischio di altre patologie che afferiscono il sistema cardiocircolatorio (si pensi alla trombosi o all’embolia polmonare) e non (come il decadimento mentale, le fratture spontanee, e così via).

Detto ciò, e prima di procedere con ulteriori osservazioni, può esser utile ricordare come i valori ematici di omocisteina possano riassumersi in tre diversi livelli di rischio e di gravità:

moderato (16-30 μmol/L)
medio (31-100 μmol/L)
severo (>100 μmol/L).

Ricordiamo che la vitamina B6 e la B12 sono contenute anche negli alimenti di origine animale e possono proteggere l’organismo da eccessivi livelli di omocisteina.

Pertanto, anche se la dieta non è basata sul contributo di tali vitamine, è necessario che le stesse siano ponderate all’interno di un regime alimentare equilibrato, da concordarsi con il proprio medico di fiducia. Un mix alimentare opportuno potrebbe pertanto essere l’assunzione:

pesce, polli, carni magre, banane, cereali integrali e fagioli secchi per la vitamina B6;
frutti di mare, latte, carni e formaggi per la vitamina B12;
verdure a foglia verde, noccioline, cereali, fagioli, lenticchie e arance per l’acido folico.

Per saperne di più, vi consigliamo naturalmente di domandare maggiori informazioni al vostro medico di fiducia, che potrà certamente supportarvi nell’individuazione della migliore dieta finalizzata al conseguimento di un ottimale stato di salute, riconducendo su livelli congrui l’omocisteina nel sangue.

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Autore dell'articolo: Staff Redazione

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