La credenza dell’uomo frugivoro

I fruttariani come si è detto, sono certi che l’uomo sia frugivoro, adducendo varie motivazioni di carattere pseudoscientico, quali ad esempio la morfologia della dentatura o dell’apparato digerente: l’evidenza scientifica tuttavia indica che l’uomo è un animale onnivoro. Una delle motivazioni addotte dai fruttariani per sostenere la correttezza della propria dieta è inoltre quella di citare (in modo distorto) uno studio del 1979, dove il professor Alan Walker, un paleontologo della Johns Hopkins University, riportò alcuni studi preliminari sullo smalto dei denti nei primi ominidi, ipotizzando che quelli da cui si è evoluto l’homo erectus, avessero una dieta basata principalmente sulla frutta.

In realtà nell’articolo si faceva una pura e semplice ipotesi, che lo stesso Walker ha smentito in studi successivi; inoltre già nello studio del 1979, Walker ricordava che l’homo erectus fosse onnivoro e si nutrisse regolarmente di carne.

La ricerca paleontologica più recente ha inoltre rilevato un crescente consumo di proteine animali, documentatamente ascritto circa al periodo della separazione Homo-Australopithecus[19], incrementatasi nel corso del paleolitico. Questo sarebbe avvenuto in conseguenza del fatto che lo sviluppo del cervello e l’aumento dell’intelligenza, permettendo all’uomo la realizzazione di strumenti e tecniche di caccia e allevamento, di utensili e tecniche di trattamento e cottura degli alimenti, avrebbe aperto l’accessibilità a risorse alimentari altrimenti non reperibili non appetibili non masticabili e non digeribili.

Fonte: Wikipedia

Autore dell'articolo: Staff Redazione

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