Italia, Pesticidi: Inquinamento acque superficiali in elevato aumento

Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, soprattutto a causa dell`utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con i periodi di maggiore piovosità di inizio primavera, che ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei. Rispetto al passato è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi, soprattutto perché è aumentato il numero di sostanze cercate e la loro scelta è più mirata agli usi su territorio.

Nel complesso la contaminazione è più diffusa nella pianura padano-veneta. Come già segnalato in passato, questo dipende largamente dal fatto che le indagini sono generalmente più rappresentative nelle regioni del nord. Nelle cinque regioni dell`area, infatti, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell`intera rete nazionale.

Nel resto del paese la situazione è ancora abbastanza disomogenea, non sono pervenute informazioni dal Molise e dalla Calabria e in altre Regioni la copertura territoriale è limitata, o del tutto assente, specialmente per le acque sotterranee, così come è limitato il numero delle sostanze cercate.

Nelle acque superficiali, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono: 14 glifosate e il suo metabolita AMPA, metolaclor, triciclazolo, oxadiazon, terbutilazina e il suo principale metabolita, desetil-terbutilazina.

Nelle acque sotterranee, 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti. Le sostanze più frequentemente rinvenute sopra il limite sono: bentazone, metalaxil, terbutilazina e desetil-terbutilazina, atrazina e atrazina-desetil, oxadixil, imidacloprid, oxadiazon, bromacile, 2,6- diclorobenzammide, metolaclor.

L`evoluzione della contaminazione è stata esaminata usando gli indicatori del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l`uso sostenibile dei pesticidi. Sono state analizzate le frequenze di ritrovamento e le concentrazioni medie annue, per tutto l`insieme delle sostanze monitorate (Indicatore n. 6) e per le sostanze prioritarie della DQA (indicatore n. 7).

La frequenza complessiva di pesticidi riferita ai punti di monitoraggio indica un aumento progressivo della diffusione territoriale della contaminazione, nel periodo di osservazione che va dal 2003 al 2014, con una correlazione diretta all`estensione della rete e al numero delle sostanze cercate.

Nelle acque superficiali la percentuale di punti contaminati è aumentata di circa il 20%, in quelle sotterranee di circa il 10%. La frequenza nei campioni aumenta rapidamente in entrambi i comparti fino al 2009, proporzionalmente all`efficacia del monitoraggio.

Dal 2010 la frequenza scende per poi risalire gradualmente negli ultimi anni. Per spiegare l`andamento bisogna tenere conto, tra le altre cose, dei limiti del monitoraggio in molte regioni, del mancato aggiornamento, in generale, per tenere conto delle sostanze nuove e del fatto che molte sostanze sono state vietate in seguito al programma di revisione europeo.

Questo, ragionevolmente, ha determinato il calo della frequenza dopo il 2009. Il successivo aumento è correlato all`ampliamento dello sforzo di ricerca degli ultimi anni, soprattutto in termini di sostanze.

La frequenza di ritrovamento delle sostanze prioritarie della DQA, in presenza di uno sforzo di ricerca costante, decresce in modo netto dopo il 2007, per poi risalire gradualmente dopo il 2011.

Il trend può spiegarsi col fatto che gran parte dei pesticidi dell`elenco di priorità sono ormai fuori commercio e quella misurata è il residuo di una contaminazione storica, la crescita successiva è dovuta all`aumento della frequenza delle sostanze non revocate (clorpirifos, diuron, isoproturon, aclonifen, bifenox, chinossifen, cipermetrina), alcune inserite nell`elenco di priorità nel 2013.

Il trend delle singole sostanze evidenzia chiaramente la diminuzione delle frequenze di rilevamento dopo alla cessazione dell`utilizzo delle stesse: è il caso dell`atrazina con un andamento decrescente pressoché asintotico, coda di una contaminazione di vecchia data, e della simazina.

In altri casi si nota invece un rapido incremento dovuto all`aumento delle quantità utilizzate e, soprattutto, all`ampliamento del monitoraggio. I dati ISTAT indicano una sensibile diminuzione delle vendite di prodotti fitosanitari nel periodo 2001-2014, da 147.771 a 129.977 tonnellate/anno (-12%), con un calo ancora più marcato per i principi attivi, passati da 76.343 a 59.422 tonnellate (-22,2%).

Nello stesso periodo si è ridotta del 30,9% la quantità di prodotti molto tossici e tossici. Indubbiamente c`è un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, cosa peraltro incentivata dalla politica comunitaria e nazionale e dall`adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto.

Le sostanze più vendute, oltre ai pesticidi inorganici, come lo zolfo e i composti del rame, sono 1,3-dicloropropene, glifosate, mancozeb, metam-sodium, fosetil-aluminium, clorpirifos, con volumi annui superiori alle 1.000 tonnellate. Rispetto alla media nazionale delle vendite per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU), pari a 4,6 kg, nettamente al di sopra sono: Veneto e Provincia di Trento con oltre 10 kg, Campania con 8,5 kg, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia 7,6 kg.

Nel biennio 2013-2014, ancora più che in passato, sono state trovate miscele di sostanze nelle acque. Con un numero medio di 4 sostanze e un massimo di 48 sostanze in un singolo campione. La contaminazione da pesticidi, ma il discorso vale per tutte le sostanze chimiche, è un fenomeno 15 complesso e difficile da prevedere, sia per il grande numero di sostanze impiegate, delle situazioni e delle modalità di rilascio, sia per la molteplicità dei percorsi che possono seguire nell`ambiente.

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Autore dell'articolo: Staff Redazione

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