ITALIA – Etichette, parte obbligo di indicare origine dei derivati del pomodoro

Carta d’identita’ ben precisa dall’aprile 2018 per conserve e concentrato, sughi e salse composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. A dettare le nuove condizioni commerciali e’ l’entrata in vigore dell’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine dei derivati del pomodoro attraverso un decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 febbraio.  Riteniamo utile dover fare questo richiamo della notizia, in quanto numerosi utenti lamentano, ad oggi Novembre 2018, situazioni anomale in alcune confezioni di pomodori.

Eppure, il provvedimento, mirato a rafforzare il rapporto tra produttori e trasformatori è a garantire i consumatori- dicono gli operatori- nel momento dell’acquisto dall’inganno dei prodotti coltivati all’estero ed importati per essere spacciati come italiani esso introduce infatti la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma gia’ in vigore per la pasta e per il riso e valida fino al 31 marzo 2020.

Le nuove regole che, secondo Coldiretti, tolgono dall’anonimato tutte le coltivazioni di pomodoro made in Italy estese su circa 72 mila ettari da 8mila imprenditori agricoli e destinati a 120 industrie di trasformazione, prevedono per prima cosa “che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta il nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato e il nome del Paese in cui il pomodoro e’ stato trasformato”.

Nel garantire poi una massima trasparenza sulla produzione il decreto stabilisce che se le fasi di lavorazione “avvengono nel territorio di piu’ Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue”. E’ sottolineato inoltre che “se tutte le operazioni avvengono in Italia si puo’ utilizzare la dicitura Origine del pomodoro: Italia”.

Viene infine precisato che “le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili”.

In ultimo il ministero per le Politiche agricole, alimentare e forestali, nell’ambito del decreto entrato in vigore, ricorda che “l’82% degli italiani considera importante conoscere l’origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per i derivati del pomodoro”.

Fonte

Autore dell'articolo: Federico Mattaliano

Giornalista reporter freelance - direttore di varie testate

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