Il Fruttarismo fra religione ed ecologismo

Alcuni fruttariani sono certi che il fruttarismo sia la dieta originale per il genere umano, inteso in senso religioso nella forma di Adamo ed Eva, e basato sulla Genesi 1:29[13]. Essi credono che un ritorno a una forma simile all’Eden, del paradiso, richiederà una semplicità volontaria e un approccio olistico per la salute e per la dieta[14]. Altri aderiscono al fruttarismo desiderando riconoscersi nel precetto dell’ahimsa[15], comune al giainismo all’induismo e al buddhismo, ovvero nell’assenza del desiderio di uccidere ferire o danneggiare, in alcun modo, qualunque essere vivente, incluse le piante[13].

I fruttariani inoltre:

sono convinti che il fruttarismo rispetterebbe anche la vita e l’integrità delle piante;
ritengono che la coltivazione delle piante da frutti non prevede cicli in cui i campi coltivati restano spogli, con conseguenze positive per il riscaldamento globale visto che l’energia radiante del sole in un terreno coltivato, grazie alla fotosintesi, si trasforma in parte in energia chimica, con sottrazione di CO2 dall’atmosfera, mentre in un terreno incolto si trasforma tutta in calore, senza sottrazione di CO2 dall’atmosfera.
Le più immediate contraddizioni etiche salutistiche ed ecologiche del fruttarismo sono, sempre nell’ordine:

che con lo stile di vita odierno viene meno la dispersione utile dei semi attraverso l’alimentazione umana, perché i semi dei frutti di cui ci si alimenta finiscono tra i rifiuti;

che la mancata contaminazione dei frutti in commercio con microorganismi ed invertebrati infestanti, perché in agricoltura si usano i pesticidi, elimina quella componente carnivora che assicura nutrienti essenziali (come la vitamina B12) agli animali frugivori in natura, che a rigore sono frugivori ed insettivori;

che lo spostamento di frutta coltivata nella fascia equatoriale, come le banane ad esempio, verso latitudini più alte, può avvenire solo con mezzi di trasporto (navi container, ecc.) che producono CO2 e quindi con impatto negativo per il riscaldamento globale.

Fonte: Wikipedia

Autore dell'articolo: Federico Mattaliano

Giornalista reporter freelance - direttore di varie testate

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