Health claims: indicazioni salutistiche degli alimenti

Negli ultimi due decenni è stato immesso sul mercato nazionale ed europeo un numero sempre crescente di prodotti alimentari che vantano indicazioni nutrizionali e sulla salute. Le indicazioni nutrizionali sono quelle che affermano o suggeriscono che un alimento ha proprietà nutrizionali benefiche del tipo “povero di grassi”, “senza zuccheri aggiunti” oppure “ricco di fibre” etc. Qualsiasi affermazione che figuri sull’etichetta, oppure impiegata a fini pubblicitari o commerciali, secondo la quale il consumo di un determinato alimento può essere benefico per la salute è, invece, considerata un’indicazione sulla salute. E’ un’indicazione sulla salute, ad esempio, l’affermazione che un prodotto alimentare può contribuire a rafforzare le difese naturali dell’organismo oppure migliorare le capacità di apprendimento.

Un gruppo di esperti appartenenti all’Autorità Europea per la Sicurezza degli Alimenti (European Food Safety Authority, EFSA) sta analizzando migliaia di proposte presentate dagli stati membri dell’UE riguardanti le indicazioni salutistiche degli alimenti e in particolare sta valutando che esse possiedano i requisiti conformi all’articolo 13.1 del regolamento europeo (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute.

L’obiettivo dell’EFSA è quello di completare il processo di valutazione entro giugno 2011. Fino ad ottobre 2010 le proposte valutate sono state quasi 1800.

Il regolamento 1924/2006 prevede una serie di misure che assicurano che l’etichettatura dei prodotti alimentari e la loro presentazione siano chiare e basate su prove accettate dalla comunità scientifica. Principio fondamentale al quale si attiene il lavoro di valutazione degli esperti dell’EFSA è quindi che le indicazioni nutrizionali devono essere supportate da solide prove scientifiche e in diverse occasioni la commissione ha dato pareri negativi a causa di insufficienze di vario genere.
Le lacune più comunemente riscontrate riguardano l’impossibilità a individuare la sostanza specifica su cui è basata l’indicazione o la mancanza di studi scientifici condotti sull’uomo che ne provino l’effettivo effetto benefico o ancora la difficoltà a definire fantasiosi concetti quali ad esempio “miglioramento della vitalità” o “energia dell’organismo”.

In ogni caso, nonostante gli ostacoli che si frappongono all’attuazione del regolamento, siamo di fronte ad una svolta storica poiché é la prima volta che si tenta di armonizzare in Europa (oggi Unione Europea) il consumo di prodotti pubblicizzati a volte in maniera non corretta e altre con etichette non sempre corrispondenti alla reale attività delle sostanze contenute e ai loro effetti sulla salute. In accordo con il regolamento, prodotti alimentari recanti indicazioni che possono indurre in errore i consumatori saranno eliminati dal mercato e gli alimenti dovranno disporre di adeguati profili nutrizionali. Ciò al fine di migliorare la capacità dei consumatori di fare scelte consapevoli e soprattutto significative per il mantenimento dello stato di salute.

Marco Miroddi. Ambulatorio di Medicina Naturale. Scuola di Specializzazione in Tossicologia Medica. Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Martino” – Messina

FONTE

Autore dell'articolo: Staff Redazione

Staff Redazione - Per contattarci: redazione@nutrizionesalute.info

Lascia un commento