Fruttarismo su base etica

I fruttariani hanno un approccio di tipo antispecista e non vogliono arrecare danno né agli animali, né alle piante. Le diete fruttariane quindi escludono gli alimenti di origine animale alla pari di quelle vegane. In più escludono le parti vitali delle piante come radici (es. patata), fusti (es. sedano), foglie (es. lattuga), fiori (es. carciofo), e semi. In quanto semi sono vietati i cereali (es. grano), i legumi (es. fagiolo) e le noci (es. mandorlo).

Sono consentiti i frutti e i falsi frutti.

Taluni, basandosi sulla definizione botanica di frutto, comprendono nella dieta anche i fagiolini e le taccole, pur trattandosi di baccelli immaturi contenenti semi che non hanno potuto completare il loro sviluppo.

Altri pur volendo evitare di uccidere una pianta, ritengono lecito nutrirsi di piante allo stato di seme (incluse le noci) e a volte anche di tuberi e di funghi[35].

I fruttariani quindi non si alimentano tutti allo stesso modo[36] ed esistono diversi approcci, più o meno restrittivi a secondo delle credenze salutistiche o del grado di rispetto verso la vita vegetale. Si possono distinguere i seguenti approcci etici:

il falso fruttarismo (si ritiene accettabile nutrirsi dei semi e dei tuberi di quelle piante che siano state aiutate prima a riprodursi)
il fruttarismo di transizione (si segue una dieta mista di frutti e vegetali in genere)
il fruttarismo vitariano (è possibile nutrirsi di quelle parti vegetali che le piante possono rigenerare)
il fruttarismo simbiotico (ci si nutre solo di frutti maturi, in alcuni casi solo di quelli staccatisi spontaneamente dalla pianta e raccolti al suolo).
A rigore, una persona non potrebbe definirsi veramente fruttariana se non rispettasse le piante anche al di fuori dell’alimentazione. È da questa via che arrivano le critiche più severe al fruttarismo perché, per esempio, uno stile di vita veramente fruttariano dovrebbe escludere totalmente l’uso della carta, del legno, del lino, del cotone e della canapa, solo per fare degli esempi.

Fonte: Wikipedia

Autore dell'articolo: Staff Redazione

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