Dieta: Metodo alimentare Zona

Il metodo alimentare Zona (in inglese Zone Diet) è una dieta ideata negli Stati Uniti dal biochimico Barry Sears. Consiste in un metodo per mantenere la produzione di insulina in una “zona” né troppo alta né troppo bassa ed è basata sui concetti di “equilibrio” e “moderazione” degli alimenti, assunti secondo una distribuzione di macronutrienti basati sulla formula 40-30-30 (40% carboidrati, 30% proteine, 30% grassi) nonché su una adeguata attività fisica e sul controllo quotidiano dello stress.

Si precisa che tali percentuali si riferiscono alle calorie apportate dai 3 nutrienti fondamentali della dieta, non al loro peso. Per esattezza si dovrebbe dire: il 40% della calorie apportato dai glucidi, il 30% dalle proteine, il 30% dai lipidi.

Obiettivo principale della dieta a Zona è dichiarato essere la salute psicofisica, il controllo attraverso il cibo degli ormoni e dei valori di colesterolo e indice glicemico.

“Zona” è una parola utilizzata in farmaceutica per indicare la quantità di un farmaco necessaria affinché quest’ultimo sia efficace. Una quantità inferiore sarebbe inutile, una superiore dannosa. Il metodo alimentare proposto da Sears ritiene che il cibo sia il farmaco più potente, e come tale lo tratta, secondo l’aforisma di Ippocrate “fa’ che il cibo sia la tua miglior medicina, fa’ che la tua migliore medicina sia il tuo cibo”. Secondo Sears dunque anche il cibo va ingerito in quantità e con tempi che consentano di ottimizzare la sua efficacia.

Il metodo alimentare “Zona” si basa su quattro elementi fondamentali:

alimentazione
moderato esercizio fisico
gestione dello stress
integrazione di Omega 3
Il metodo si basa sulla teoria secondo la quale sarebbe possibile ottenere un’ottimizzazione del metabolismo umano conseguendo un determinato equilibrio di una particolare classe di ormoni, gli eicosanoidi[1]. Tale equilibrio si otterrebbe tramite il raggiungimento e il mantenimento di una proporzione tra insulina e glucagone. Sfruttando il fatto che con l’assunzione di cibi proteici si stimoli, oltre alla produzione di insulina, anche quella di glucagone, mentre con l’assunzione di carboidrati si stimoli più intensamente la risposta insulinica (i grassi hanno un effetto meno stimolante su quest’ultimo ormone) secondo Sears è possibile, definendo un rapporto costante tra proteine e carboidrati assunti, ottenere la proporzione ideale tra insulina e glucagone, per ottenere la giusta ripartizione di eicosanoidi.

Secondo Sears sarebbe quindi fondamentale mantenere ad ogni pasto un rapporto tra proteine e carboidrati compreso in un range di 0,6 e 1, con un rapporto ideale di 0,75. In fase di dimagrimento i grassi devono essere mantenuti in determinate proporzioni con gli altri due macronutrienti, determinando una composizione dei pasti e degli spuntini su un modello 30-40-30: ovvero il 30% delle calorie deve derivare dalle proteine, il 40% dai carboidrati, il 30% dai grassi e ogni pasto e spuntino deve rispettare queste percentuali.

Quando la fase di dimagrimento è finita, con il raggiungimento della percentuale ideale di massa grassa, si passa ad un regime di grassi liberi che consentono un ancoraggio calorico e impediscono un ulteriore dimagrimento.

Secondo i suoi sostenitori il metodo alimentare Zona permetterebbe di raggiungere:

maggiore lucidità e concentrazione;
miglioramento dell’umore;
maggiore tonicità muscolare;
contrastare i processi di invecchiamento;
controllare in maniera ottimale il peso corporeo;
riduzione dei rischi cardiovascolari, dei tumori e di altre malattie;
miglioramento della qualità del sonno e diminuzione complessiva della sonnolenza e delle ore totali di sonno;
maggiore fluidità del sangue;
vasodilatazione dei vasi sanguigni;
maggiore efficienza cerebrale;
maggiore resistenza alle infezioni.
Secondo Sears il metodo alimentare Zona sarebbe inseribile tra le “diete evoluzionistiche”, che partono dall’assunto che l’alimentazione naturale per l’uomo sia la cosiddetta paleodieta del Paleolitico e che i mutamenti genetici intercorsi dopo l’introduzione dell’agricoltura nel corso della rivoluzione neolitica siano irrilevanti. L’uomo non sarebbe, per lo più, in grado di alimentarsi di cereali e amidacei, ma dovrebbe propendere per un’alimentazione composta essenzialmente da carne, pesce, frutta e verdura.

Fonte: Wimipedia

Autore dell'articolo: Federico Mattaliano

Giornalista reporter freelance - direttore di varie testate

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