[Alimentazione] Il ginseng e gli effetti dei ginsenosidi sugli sportivi

I ginsenoidi sono i componenti attivi che si trovano in grandi quantità nella radice di questa pianta perenne della specie Panax, che appartiene alla famiglia delle Araliaceae. Panax viene dal greco, dalla composizione della parola pan “tutto” e akèia “cura” (termine dal quale viene anche la parola italiana panacea, cioè rimedio a tutti i mali); il termine ginseng viene dal cinese rènshēn, ossia “pianta dell’Uomo”, perché, secondo la teoria delle Segnature, la forma della sua radice che ricorda una forma umana.

A differenza delle droghe stimolanti di vario, gli adattogeni stimolano i sistemi metabolici dell’organismo e li mantengono attivi a lungo, mentre gli stimolanti chimici esauriscono in tempi brevi il loro effetto e richiedono ulteriori somministrazioni per mantenere prestazioni elevate.

Gli atleti che ne fanno uso utilizzano l’ossigeno in modo più efficiente, riducono i livelli di stress pre gara e registrano miglioramenti notevoli a livello del sistema cardiocircolatorio e nervoso.

Attenzione però non stiamo parlando di barrette e simili, ma delle radici!

Si consiglia l’assunzione al mattino e non dopo le 16 per evitare problemi d’insonnia.

In estratto molle 30-40 mg al giorno
In compresse o capsule 2 al giorno
In tintura madre 30 gocce 1 o 2 volte al giorno

L’assunzione del ginseng è controindicata in caso di ipertensione, tachicardia palpitazioni, insonnia, ansia tremori, mal di testa e convulsioni, in presenza di gravi malattie psichiatriche, in gravidanza e allattamento.

Sono state segnalate interazioni con farmaci anticoagulanti e con la fenelzina (principio presente in alcuni psicofarmaci), con farmaci ipoglicemizzanti e insulina: di conseguenza si sconsiglia l’assunzione del Ginseng in questi casi.

Fonte

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Autore dell'articolo: Cristina Vallesi

Giornalista reporter freelance

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