Abelmoschus esculentus

Il gombo (Abelmoschus esculentus (L.) Moench) è una specie appartenente alle Malvacee ed affine alla specie Abelmoschus moschatus e agli ibischi. È una pianta originaria dell’Africa tropicale e coltivata nei paesi caldi. È conosciuta anche come ocra od okra (in altre lingue gombeau, gombault, okro) e anche bāmiyā in Egitto[1] ed in Etiopia. In alcune regioni del Brasile è nota con il nome di quiabo.

Il gombo è assai usato nella cucina indiana e nella cucina cajun. È presente anche nella cucina bulgara (бамя), greca (bamies), bosniaca (bamije), in quella albanese (bamje), nella cucina brasiliana (quiabo), nella turca (bamya), nella cucina giapponese, nella cucina filippina, in quella rumena (bame) e del Ghana.

È coltivato sia in zone tropicali che in zone subtropicali, ed in particolare in Asia (specialmente centrale e occidentale) e in Asia Minore; esso fornisce frutti che sono consumati in Africa ma anche in India, mentre la sua radice ricca di mucillagini è usata come emolliente in sostituzione dell’altea.

Viene coltivato anche nei Paesi dell’Europa orientale e in Italia, ove si registra il 90% di superficie coltivata in Sicilia.

I fusti del gombo e di molte malvacee sono macerati e lavorati per fornire una fibra tessile nota come fibra di gombo.

Nuovo dizionario di Merceologia e Chimica Applicata, Villavecchia Eignmann, Hoepli, 1972

Autore dell'articolo: Cristina Vallesi

Giornalista reporter freelance

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